Ci servono davvero i social?

Immagine di copertina: edar

Per prima cosa occorre sapere a che cosa servono e perché sono nati i servizi come Facebook, Twitter, ecc… A questo proposito ci viene in aiuto Wikipedia che fornisce sia il significato del generico social media sia quello molto più utile al nostro ragionamento di Servizio di rete sociale (ci torneremo fra poche righe). Una volta acquisite le informazioni necessarie, riflettiamo su quale uso possiamo farne.

Una premessa è doverosa e necessaria: chiunque sia in grado di condividere contenuti attraverso Internet è libero di farlo, esattamente come stiamo facendo noi attraverso il profilo Google+ di 20bit – e ha diritto di decidere se, come e quanto aderire ai canali e servizi che il mercato ci mette a disposizione. Basta farlo con consapevolezza.

La questione è nota: i servizi “social” hanno le loro caratteristiche e peculiarità ma se essi sono nati per “mettere in rete” le persone non è detto che ci servano sempre e per tutte le nostre azioni quotidiane.

Non entreremo in teorie complesse come la decrescita felice  sebbene per alcuni aspetti potrebbe calzare – ci siamo mai chiesti quanto tempo trascorriamo a leggere aggiornamenti e messaggi durante il giorno?  Provare per credere  – e lungi da noi recitare i soliti detti della serie: “Si stava meglio quando si stava peggio”.

Vogliamo solo rendervi partecipi di alcuni semplici concetti che riteniamo indispensabili per una sana educazione ai media e ai servizi di condivisione:
Leggiamo bene tutte le regole e le condizioni prima di aderire “non lo fa nessuno” ma proviamoci! e se abbiamo già aderito o le abbiamo lette tempo fa restiamo aggiornati spesso cambiano. Non dimentichiamo che tutti, in particolare i minori, hanno diritti da conoscere e rispettare nel dubbio non facciamo nulla e informiamoci.

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Consiglio se andiamo a un concerto o vediamo un bel paesaggio, prima godiamoci il momento, assaporandolo, annusandolo, ascoltandolo e guardandolo bene poi fotografiamolo e condividiamolo pure con i nostri contatti ma solo in un secondo momento, siamo certi che lo descriveremo meglio e ce lo ricorderemo non perché lo abbiamo immortalato in un dispositivo e diffuso ma perché eravamo presenti corpo e mente.

– Anche se devo promuovere qualcosa o qualcuno, esistono regole precise e se la pubblicità costa un motivo ci sarà. Se clicco Mi piace su un prodotto oppure se faccio un selfie con in mano un oggetto noto e magari lo taggo pure da quel preciso momento lo sto pubblicizzando basta saperlo o ricordarselo.

I prossimi punti aggiungeteli voi, nei commenti o nei vostri profili. Ma non dimentichiamo che i social media e le reti sociali devono prima di tutto favorire le relazioni sociali nella vita reale. Ne siamo convinti da sempre. Buona condivisione!

Giornalista, Community Manager, Copywriter Giornalista fin dalla nascita, sono un consulente per privati, aziende e associazioni curandone i contenuti per siti web, social media e comunicati stampa. Amo la natura e lo sport, in particolare il surf sia su Internet sia sulle onde vere.

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